Il progetto Aqua Urbis incoraggia l’uso dell’acqua pubblica di Roma, proponendo la riqualificazione e il decoro delle fontanelle presenti in tutta la città. L’acqua e le fontane fanno parte del patrimonio artistico e culturale di Roma e ne sono da sempre un elemento caratteristico e coreografico. Quelle monumentali spesso erano il punto terminale di nuovi canali di approvvigionamento (le cosiddette “mostre dell’acqua”, quali l’Acqua Felice, l’Acqua Vergine, l’Acqua Marcia, l’Acqua Paola). Accanto alle fontane nobili e meno nobili (1500), Roma possiede circa 2500 fontanelle di acqua potabile, i cosiddetti “nasoni”. Il nasone nasce alla fine dell’Ottocento; originariamente aveva tre cannelle che agivano anche da valvole di sfogo per le strutture idrauliche sotterranee. Negli anni Venti ha inizio la fusione in serie di fontanelle stradali. In un catalogo del 1935 sono illustrati ben sei modelli di fontane in ghisa, tra cui il “tipo Roma” (diffuso oggi). Per tutto il Novecento, i nasoni sono stati installati nei nuovi quartieri della città, lungo i mercati all’aperto e nelle piazze importanti. Ciascun nasone eroga 1 litro d’acqua corrente ogni 20 secondi, per un totale complessivo di poco meno di 4 miliardi di litri/anno, corrispondenti a 4 milioni di metri cubi. L’acqua potabile erogata dai nasoni è la stessa che arriva nelle case dei romani ed è distribuita attraverso la stessa rete. Come dimostrano le analisi, l’acqua che scorre dai rubinetti romani è buona o addirittura di ottima qualità (è oligominerale) e tra le migliori d’Italia.

Aqua Urbis è stato aggiornato il: 20/07/18 da ISIA Roma Design