Prof. Carlo Di Pascasio
Negli anni recenti abbiamo assistito ad una serie di grandi trasformazioni nei modi di produzione e distribuzione delle merci: dalla macchina utensile intesa come ottusa "operaia" si è passati alla macchina "intelligente": l'informatica, cambiando il concetto stesso di merce, propone l'informazione stessa come "merce immateriale".
Delocalizzazione come tendenza alla scomparsa di concentrazione ed alla diffusione sui territori di risorse umane e mezzi di produzione, globalizzazione come interdipendenza a livello planetario delle economie e dei mercati sono fenomeni socioeconomici direttamente collegati anche alla possibilità di acquisire e trasmettere informazioni in tempo reale.
I comportamenti dell'individuo e delle società in genere sono sottoposti ad accelerazioni che divengono sempre più insostenibili: competizione tra individui e stati, sviluppo non più sostenibile ed i conseguenti fenomeni negativi per il pianeta, connessi anche alla globalizzazione, costituiscono l'orizzonte all'interno del quale il tempo appare la merce più lussuosa e desiderabile.
Il telelavoro è il nuovo asservimento dell'uomo alla macchina: con il pc si può lavorare comodamente al proprio domicilio, diminuendo la quantità di strumenti e materiali utilizzati ed eliminando i tempi di percorrenza casa-posto di lavoro; ma con il rischio di prolungare di fatto il tempo di lavoro ben oltre il normale orario.
Alla scomparsa nei paesi ad industrializzazione avanzata della catena di montaggio, con lo svolgimento di operazioni ripetitive ed alienanti compiute centinaia di volte dall'operaio addetto (movimentazione dei pezzi, azionamento delle macchine ecc.) e della fatica fisica,corrisponde l'impiego di robot ed interfacce per lo svolgimento delle varie lavorazioni, con l'operaio in funzione di programmatore e controllore.
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